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martedì 12 luglio 2016

Mr. Robot: arriva la seconda stagione, ecco dove eravamo rimasti

Mr. Robot è stata la sorpresa televisiva dello scorso anno. Partito in sordina, tra l’altro su un network minore come USA Network, ha subito attirato l’attenzione degli appassionati, che hanno seguito la serie tra colpi di scena e ribaltamenti improvvisi. Ora lo show di Sam Esmail si prepara a tornare, dal prossimo 13 luglio, con dieci nuovi episodi. Ripassiamo velocemente gli avvenimenti dello scorso anno.
Protagonista della storia è l’ingegnere informatico Elliot Alderson, che lavora per l’agenzia Allsafe. Sociopatico e paranoico, è un hacker formidabile, non si fa problemi a spiare la vita privata delle persone che lo circondano, dalla sua psicanalista Krista, all’amica Angela alla spacciatrice Shayla. La sua ossessione è la E Corporation, da lui ribattezzata Evil Corporation, un immenso agglomerato di imprese che controllerebbe aspetti privati della vita delle persone. Elliot è fortemente critico nei confronti del mondo che lo circonda, con il suo materialismo, la sua immoralità, il suo conformismo, ma al tempo stesso soffre per la propria solitudine e il distacco dalla cosiddetta “normalità”.
http://www.badtv.it/2016/07/mr-robot-arriva-seconda-stagione-eravamo-rimasti/



mercoledì 6 luglio 2016

Il Ponte di Christo: investimento stimato in 5 milioni di costi pubblici.

Il Ponte di Christo, tanto lodato per l’investimento di 15 milioni da parte dell’archistar, ha comportato, secondo i nostri calcoli5 milioni di costi pubblici.
Molto meglio la ristrutturazione del Colosseo, a costo zero per le casse comunali.
Ci sono 150 blocchi di cemento e acciaio, pesanti ciascuno sette tonnellate, sotto la passerella di Christo, che ha richiesto alcuni mesi di lavori, di stoccaggio e trasporto di manufatti, per una vera e propria attività di tipo industriale, e che ha richiamato quasi un milione e mezzo di visite, il triplo del previsto. Erano previsti mezzo milione di visitatori (da non confondere con i turisti) e ne sono arrivati più di un milione.
Ed ora che tutto è finito il turismo decollerà nelle zone interessate dall'evento o sarà solo un effimero ricordo?
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/06/the-floating-piers-numeri-da-expo-sulle-spalle-di-pendolari-e-ambiente/2884895/









martedì 5 luglio 2016

La parabola del cinema indipendente di Michael Cimino: da Il cacciatore ai Cancelli del cielo.




a cura di Gianni Vittorio
Lo scorso 2 luglio è morto uno dei più grandi registi indipendenti degli ultimi 20 anni: Michael Cimino, capace di fare capolavori, considerati dei pilastri della storia del cinema contemporaneo. E’ stato un personaggio simbolo della New Hollywood e del cinema americano degli anni Settanta. Una carriera a fasi alterne, basata sulla difesa strenua delle proprie opere e dell'autorialità dei film. Restio a ogni compromesso, ebbe sempre rapporti turbolenti con le major e con i produttori. Un anno fa il Festival di Locarno gli aveva assegnato il Pardo d'oro alla carriera.
Passato alla regia grazie Eastwood con, per l’appunto, Una calibro 20 per lo specialista, Cimino raggiunge la fama internazionale e lo statuto indubitabile di “autore” con Il cacciatore. Cinque Oscar: miglior film, miglior regia, miglior sonoro, miglior montaggio e miglior attore non protagonista (Christopher Walken, scoperto dal regista dopo anni di particine). Il cacciatore non è un film sul Vietnam ma con il Vietnam. È la storia su un gruppo di uomini prima e dopo la guerra, sul sentimento collettivo, l’intesa tessuta più dal vissuto che dalle parole. In alcune scene, praticamente prive di dialogo,  l’unico senso lo dà il montaggio e la recitazione di un gruppo di attori che stavano rivoluzionando il cinema americano (non solo De Niro e Walken ma soprattutto John Cazale, morto presto ma molto influente, e Meryl Streep, qui nel suo primo vero ruolo per il cinema). Vorrei ricordarlo con un’intervista significativa lasciata a Micromega Cinema qualche anno fa.
C’è una scena di
Il cacciatore in cui avviene esattamente questo. Tornato dal Vietnam, in una battuta di caccia, Robert De Niro isola un cervo, fino a prenderlo di mira. In controcampo, l’animale si ferma in mezzo all’inquadratura. Se ne impadronisce. E all’improvviso gira il capo verso la cinepresa, quasi volesse fissare l’obiettivo. In quel momento è come se si dischiudesse il mistero della vita. Forse nemmeno per un secondo. Ma con una potenza soverchiante. Non è un caso che De Niro abbassi il fucile.
Questa interpretazione è così precisa… Mi viene da ripetere quello che dico sempre a chi vuole diventare regista o realizzare un film: evitate di leggere libri sul cinema. Sono tutte stronzate. Non avete bisogno di sapere alcunché sui film. Ma sulla vita, sì. È più importante percepire la differenza fra Tolstoj, Dostoevskij e Ivan Turgenev, che non conoscere la teoria del montaggio. Non l’ho mai studiata, io, la teoria del montaggio.
(Cit. http://www.wired.it/play/cinema/2016/07/04/parabola-michael-cimino-star-reietto-spiegata-in-5-video/)