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mercoledì 24 dicembre 2014

Gli eurocretini del web e la tassa sui link - di Gianni Vittorio

In Spagna sarà una realtà da Gennaio: è la tassa sui link. Secondo la nuova legge, gli aggregatori di notizie, quindi anche i privati che ne fanno uso e che vogliono linkare un contento di un giornale dovranno pagare. Andando contro i principi cardine del web, fatto di rimandi e condivisioni on line. In Germania, dove Google ha tolto l'anteprima delle notizie su Google News il traffico è collassato del 40%.
Nella logica degli editori spagnoli dell’AEDE e della loro cosiddetta “Google tax”, non c’è sostanziale differenza tra un link che riporta un “frammento non significativo” di un loro contenuto e chi quel contenuto lo copia integralmente, ospitandolo sul proprio sito invece che rimandando ai loro: sono entrambi esempi di violazione del copyright. Come mirabilmente riassunto dal presidente della italiana Fieg, Maurizio Costa, alla Stampa, rifiutandosi di pagare per portare traffico ai produttori di contenuti, “Google non riconosce il diritto d’autore”.
Ancora, gli editori cercano di far passare l’idea che si tratti della lotta tra produttori di contenuti e chi glieli ruba. E invece è niente altro che il tentativo di normalizzare un nuovo e più severo rapporto tra chi in rete scrive e chi aggrega, anche solo per “frammenti non significativi”, quegli scritti. Ma se quello è il principio, si tratta di una vera e propria tassa sui link.
Per approfondimenti: http://www.wired.it/internet/regole/2014/12/14/tutte-contraddizioni-vuole-tassa-sui-link-in-spagna-presto-in-italia/


sabato 6 dicembre 2014

Theatre Of Hate: gruppo post-punk per gli amanti del genere.

Un gruppo poco conosciuto ma sicuramente interessante è quello dei  Theatre Of Hate, gruppo anni 80 che si inserisce in quel filone new wave."Westworld", guarda caso, fu il primo ed ultimo studio album pubblicato dai Theatre Of Hate ma, nonostante i decenni trascorsi, il disco suona sufficientemente fresco. Un gruppo composto da ben sette ragazzi, marxisti e simpatizzanti del Socialist Worker Party . Dei comunissimi ed irrequieti giovincelli albionici, che decisero di imbracciare gli strumenti per esprimere il proprio canto di protesta contro le dissennate politiche di Margherita Tatcher.
I Theatre Of Hate ricordano, in alcuni punti, certe soluzioni punk '77 ma a farla da padrone sono note crepuscolari e malinconiche. Non trascurabile, tuttavia, è una certa componente "pop", dosata componente in grado di stemperare le eccessive tinte fosche di inizio eighties. Curioso l'uso del sax, di solito poco incline a questo genere. Il sound potrebbe essere accostato ai Bauhaus, ma meno spigolosi.
La title-track è un brano marziale e monolitico. Un testo essenziale descrive quella che, ai tempi, fu la loro e la nostra fetta di mondo."Conquistador" è una composizione epica e solenne. Un brano come questo deve essere riscoperto da tutti gli esegeti della new wave."The Kaln" è l'apoteosi dell'emotività dark applicata a temi di scottante attualità. Da lacrime!
In conclusione un disco di tutto rispetto che si inserisce nel panorama rock-wave degli anni 80, decennio fin troppo sottovalutato, e riscoperto negli ultimi anni.
Gianni Vittorio

lunedì 24 novembre 2014

Più libri più liberi - Fiera dell'editoria a Roma dal 4 al 8 dicembre 2014

A breve partirà la tredicesima edizione di  Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria quest'anno sfida la crisi aggiungendo un giorno al suo programma e proponendo un cartellone ricco di conferme e novità.
Nel 2014 si rafforza la partecipazione di ospiti internazionali: scrittori provenienti sia da paesi già conosciuti per la produzione letteraria (Francia, Spagna, Stati Uniti), che da territori ancora in buona parte inesplorati (Croazia, Uruguay). Grandi narratori (come lo svedese Björn Larsson, Céline Minard, vincitrice del Prix du Livre Inter, l’americano Percival Everett), fondatori di organizzazioni come Médecins sans frontières (Jean-Christophe Rufin) e testimoni di un presente tormentato (l'ucraino Andrei Kurkov): mai come quest'anno l'elenco spazia per estensione geografica e per trasversalità culturale e viene rafforzato dalla conferma della partnership con il prestigioso premio transalpino Prix Goncourt. L'espansione della presenza di autori stranieri non riduce tuttavia quella dei protagonisti della narrativa e della saggistica nazionale, con ampio spazio anche ai fumetti (con Zerocalcare, Gipi e Makkox) e ai libri e sport cui sono dedicati numerosi incontri e una speciale programmazione quotidiana in Fiera. A Roma sono attesi romanzieri e poeti, giornalisti e fumettisti, attori e musicisti, ma anche politici, magistrati, sindacalisti, imprenditori, a testimonianza non solo della vivacità culturale del momento storico in Italia ma anche di un approccio che – rispettando preferenze e abitudini del pubblico – si propone in perfetto equilibrio tra fiction e saggistica, narrazioni di fantasia e racconto della realtà. A Più libri più liberi gli appuntamenti sono diverse centinaia e si declinano nella ormai tradizionale varietà di formati: presentazioni, incontri, dialoghi, tavole rotonde, reading, approfondimenti.
(cit. http://www.libreriamo.it)


domenica 26 ottobre 2014

Tropea Festival 2014, con la presenza dell'associazione Fahrenheit451

Grande successo del Tropea Festival, con la partecipazione dell'Associazione culturale Fahrenheit451, che si presenta con il progetto Mebook, social network di scrittori.
Molti gli ospiti della terza edizione di questo evento letterario. Da Carmine Abate a Mimmo Gangemi, senza dimenticare musicisti di fama come Tullio De Piscopo ed Eugenio Finardi.
Incontri con gli autori , lectio magistralis, laboratorio  per bambini.
Largo spazio viene dato anche all' editoria indipendente, reading letterari e spettacoli teatrali.
Un festival che quest'anno sembra aver raggiunto uno spessore di livello nazionale, anche grazie alla location, Palazzo Gagliardi, palazzo storico di Vibo Valentia.


lunedì 1 settembre 2014

Il ''Grande Fratello'' di Orwell secondo David Becchetti

Interessante esordio letterario del giornalista di Rai 3 David Becchetti,ispirato apertamente ad Orwell, con il suo libro ''2041''.
E' una storia futuribile, ambientata nel 2041, con rimandi continui a 1984, capolavoro cult di fantascienza, che ancora oggi fa scuola di genere.
La trama in breve: l'Unione Europea e la Banca Centrale hanno commissariato l'Italia, e da questa situazione è nato il Partito Nazional Democratico, creando una società omologata, così come nel libro di Orwell.
Il protagonista della storia (Roma sullo sfondo) è un funzionario dell'Ente di Programmazione Nazionale, rampante e senza scrupoli, con un incarico preciso: quello di riorganizzare il  sistema demografico. Il risultato è un mondo totalitario, dove il libero arbitrio è soffocato. Ma forse una via d'uscita c'è. L'incontro con una donna determina una scelta, che forse sarà decisiva per le sorti del Paese.
Fantapolitica d'autore.Consigliata la lettura agli amanti del genere,stile Philip Dick.
Gianni Vittorio

martedì 1 luglio 2014

Concorso Letterario a premi "Summer Reading 2014'' - sponsorizzato dal nuovo social Mebook.


L 'Associazione Culturale Fahrenheit 451 promuove il concorso letterario denominato 'Summer Reading 2014' rivolto a tutti gli autori italiani e stranieri emergenti con elaborati in lingua italiana a tema libero.
Scadenza Concorso 31 Agosto 2014
Per info e regolamento clicca qui

martedì 17 giugno 2014

Internet non ucciderà i giornali.

“La gente non ha smesso di leggere i giornali a causa di Internet”.Sono queste le parole di Matthew Gentzkow, professore della Booth School of Business dell’Università di Chicago. La sua ricercascalza ogni luogo comune sull’adagio, ormai ripetuto allo sfinimento, che il decesso dei giornali sia conseguenza diretta dell’avvento del digitale. E ne spiega le ragioni: sicuramente Internet ha avuto una parte in questa recita, ma non può essere additato come colpevole. Le ipotesi più condivise rispetto al rapporto tra web e giornali si rivelano come false premesse. (http://www.wired.it/internet/web/2014/06/13/internet-non-uccidera-giornali/)

martedì 10 giugno 2014

I libri di fantascienza che hanno anticipato il futuro.

http://www.wired.it/play/cultura/2014/06/10/24-libri-di-fantascienza-che-hanno-anticipato-il-futuro/

IOS 8 clone di Android?

Incredibile, ma ormai la Apple sembra inseguire il mercato di Android. Da quando ci ha lasciati Steve Jobs in casa Cupertino le idee innovative sembrano non esserci più,anzi é Android a dettare le leggi di mercato. Infatti la nuova versione di Ios 8.0 riprende le stesse funzioni che Android usa già da alcune versioni.
http://www.appy-geek.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&articleid=24320597

mercoledì 4 giugno 2014

Social network: uno su quattro ne usa più di 7, tutti per motivi diversi

Perché usate Facebook? Perché state su Twitter? Per condividere news? O per parlare di tutto ciò che vi viene in mente? Magari solo per leggere quello che scrivono gli altri. Ah, e perché su Instagram? Soprattutto, poi, perché su Facebook privacybloccatissima e invece su Instagram tutto aperto? 140 Proof e IPG Media Lab, con questo report, hanno provato a capirlo.Tra tutti i dati emersi, il più interessante riguarda sicuramente il fatto che il 23% degli intervistati utilizza più di 7 (sette) social platform. E lo fanno perché, grazie ad ognuna di queste, riescono ad alimentare interessi diversi: Facebook per stare in contatto con gli amici, Twitter per seguire personaggi di spicco, Instagram per farsi ispirare dalle immagini incredibili di alcuni brand. Oppure, Facebook per seguire i brand e partecipare ai loro contest, Twitter per poter dire la propria su qualsiasi argomento, Foursquare per far sapere a tutti quanto sono clubber.Insomma, il messaggio da portarsi a casa è che le persone utilizzano i social network per nutrire e dare sfogo ai propri interessi e alle proprie passioni. E lo fanno interpretando le piattaforme come meglio credono.(http://www.wired.it/internet/social-network/2014/06/04/social-network-uno-su-quattro-ne-usa-piu-di-7-tutti-per-motivi-diversi/)


lunedì 2 giugno 2014

Fiera delle start up - Reggio Calabria(19-20-21/06/2014)

L'associazione Fahrenheit 451,in collaborazione con Mebook sarà presente alla Fiera delle Start up dal 19 al 21/06/2014 a Reggio Calabria.
Conferenze,workshop, spazi espositivi e presentazioni di progetti innovativi. La location dell'evento sarà la sala della Provincia.
Un'occasione unica per tutti gli startupper.
Seguiteci su
www.associazionefahrenheit451.it.

domenica 1 giugno 2014

Apple, tuttle le novità attese della Wwdc

Si apre lunedì a San Francisco la conferenza mondiale degli sviluppatori per Mac e iOS. Il via con un keynote di due ore in cui Tim Cook presenterà il nuovo corso di Cupertino. Ecco cosa potrebbe esserci e cosa no, da Os X Yosemite all’iPhone.

Mettere insieme i pezzi del puzzle. Scoprire cosa succede dentro Apple non è facile. Dopo i lanci di ottobre 2013, non c’è stato nuovo prodotto, appena qualche ritocco alla linea esistente; di tutte le novità quella più interessante è il calo di prezzo del MacBook Air. 
Ma: Apple ha assunto Angela Ahrendts, strappato Ari Partinen a Nokia (era il responsabile dello sviluppo della fotocamera Pureview), ha promosso l’italiano Luca Maestri a capo delle finanze. È salita al primo posto tra i fornitori cloud più puliti secondo Greenpeace, ha reclutato esperti di salute e fitness. Ha aggiornato iOS per CarPlay e aperto le strade alla conquista del mercato dell’intrattenimento in auto. Meno pubblicizzato, eppure altrettanto importante, è il pensionamento volontario di Katie Cotton, che per diciotto anni è stata a capo delle relazioni pubbliche di Cupertino. I risultati trimestrali sono stati positivi, e grazie a un’accorta manovra di divisione delle azioni, Cook è riuscito perfino a far risalire il titolo in Borsa, toccando il massimo da un anno in qua. Ma alla fine l’unica notizia di rilievo è arrivata qualche giorno fa, con la conferma dell’acquisizione di Beats Electronics.  
(cit. http://www.lastampa.it/2014/06/01/tecnologia/apple-tutte-le-novit-attese-dalla-wwdc-k3xJXn6piZeOJoQB9AaMHO/pagina.html)

martedì 20 maggio 2014

COME CAMBIANO I MESTIERI DEL LIBRO NELL’ERA DIGITALE

Il tema dell’incontro nella Sala Azzurra del Salone - uno dei primi di questa edizione 2014 – è uno di quelli che non può non attirare il pubblico. Come sono cambiate le professioni cosidette del libro - quelle legate al comparto editoriale, per intendersi – con l’avvento dell’era digitale? Cosa significa, oggi, essere uno scrittore? Ma soprattutto, per i giovani interessati ad aprirsi un varco in questo settore, quali sono le competenze indispensabili?
Se ne discute con alcuni esperti del settore: Giorgio Ponte, Serena Scarpello e Daniela CaputoCatherine Malet e Luigi Centenaro che si occupano tutti, a livelli diversi, di editoria e scrittura. Le slide scorrono sullo schermo, mentre i relatori parlano e il tempo passa.
Che l’Italia fosse indietro per quello che riguarda il settore dell’editoria digitale già lo sapevamo. Come sapevamo anche che i lettori di e-book, piano piano, stanno diventando una fetta consistente di mercato. Sentirlo dire ad alta voce non lo rende più vero. Nel nostro paese l’interesse per le novità sembra sempre arrivare con un po’ di ritardo, ma arriva, prima o dopo. Anche per quello che riguarda l’editoria digitale ci stiamo iniziando a muovere. E questo porta a mettere in discussione alcune figure “classiche” del mondo editoriale. Che ruolo svolge oggi e svolgerà soprattutto in futuro l’editore? Dal momento che l’auto-pubblicazione, il self publishing, si sta trasformando da fenomeno di nicchia a realtà? E che fine faranno i classici distributori, se oggi tutti possono caricare on-line il proprio romanzo e venderlo in modo quasi diretto al pubblico?
“Ho letto da qualche parte che nel 2015 il New York Times potrebbe stampare la sua ultima copia cartacea, diventando un giornale solo on-line – dice uno dei relatori dal palco – Al di là del sapore apocalittico di un’affermazione come questa, quello che bisogna analizzare e valutare è cosa comporta il passaggio da un formato all’altro, da un medium all’altro”.
Il passaggio al digitale significa diverse cose, prima di tutto in termini di contenuti. Perché se è vero che quello che vende on-line, almeno nel campo della stampa, è ancora il brand, il nome (“Così quando acquisto la mia copia di Repubblica sul’I-pad io compro un nome, un’idea di quotidiano a cui poi so che saranno fedeli gli articoli che leggerò”), sul webContent is kingCome a dire che, almeno nella libertà della rete, quello che spinge un utente a scegliere un sito di informazione piuttosto che un altro, un articolo piuttosto che un altro, è ancora la qualità del contenuto.
I nuovi apparecchi che consentono di leggere gli e-book – che siano e-reader oppure tablet – influiscono sulla natura del libro. Ma solo in parte. “È vero che oggi i romanzi tendono ad essere più brevi, per rendere più agevole la lettura sui dispositivi portatili – argomenta Catherine Malet – ma come spiegare allora la proliferazione di saghe, serie e in generale libri divisi in più parti?”
La tecnologia penetra a poco a poco nel mondo dell’editoria, anche nella nostra Italia così impermeabile alle novità. E questo porta dei cambiamenti anche nelle competenze richieste ai lavoratori del settore. Proprio da questo eravamo partiti: come cambia il mondo delle professioni del libro? Cambia in due direzioni. Da un lato nascono nuove figure professionali, più tecniche e specializzate, ma anche capaci di interfacciarsi con gli sviluppatori, senza esserlo, e di dire la loro ad alta voce nel campo del marketing. Dall’altro si modificano profondamente le competenze richieste ai lavoratori dell’editoria – le hard skill e le soft skill. Oggi non basta più avere alle spalle un percorso accademico in ambito umanistico, per pensare di iniziare una carriera nel settore. Servono capacità digitali, come la conoscenza degli strumenti utilizzati, ma anche l’abilità nel creare contenuti che attirino il pubblico. E i Social Network diventano a loro volta un campo dove si decide il fururo.
Perché oggi la selezione del personale non passa più solo attraverso la lettura dei curricula e i colloqui di lavoro. Oggi si sfruttano a pieno tutti i mezzi digitali per formarsi un’idea completa del candidato. Capita così che il vostro profilo Facebook, Twitter o Linkedin sia passato al setaccio. Perché il modo in cui socializzate e gestite la vostra rete rappresenta un banco di prova, un indicatore di quello che sapete fare e potreste fare in grande per l’azienda. E allora può succedere anche che un candidato idoneo sotto tutti gli aspetti venga scartato perché non ha abbastanza contatti sui Social. Perché oggi la vita di tutti viene amplificata e ampliata dal mondo on-line. E nessuno può pensare di contare solo sul vecchio foglio di carta, per ottenere un lavoro. Questo nuovo scenario non vi fa pensare un po’ al Grande Frarello immaginato da Orwell in 1984?

domenica 18 maggio 2014

La Samsung al lavoro per creare il rivale del Google Glass.

Dalle ultime notizie che girano sul web starebbe per uscire a breve, forse già dal prossimo anno, quello che può essere definito il rivale del Google Glass.
Infatti la Samsung sta lavorando ad un nuovo dispositivo che utilizzerebbe il sistema operativo Tizen, già ora in azione sugli ultimi smartwatch Gear del colosso coreano.
Tutto fa pensare che i cosidetti ''occhiali intelligenti'' saranno con molta probabilità l'oggetto tecnologico del prossimo 2015.
Google Glass

Che cos’è il Wi-Fi ac?

Le lettere ac indicano il più recente protocollo delle specifiche 802.11 IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers), meglio note con il termine Wi-Fi, impiegate per la trasmissione delle informazioni su reti WLAN (Wireless Local Area Network), le quali sfruttano la tecnologia wireless (senza fili) anziché una connessione cablata via cavo. Per una panoramica delle soluzioni di mercato per l’accesso a Internet via cavo, incluse quelle che prevedono la possibilità di fruire di un modem Wi-Fi in comodato d’uso o di noleggiare il medesimo, si consiglia di fare riferimento al servizio di comparazione delle offerte ADSL curato dallo staff diSosTariffe.it.
A differenza del protocollo 802.11n, che opera nella gamma di frequenze a 2,4GHz dello spettro radio e che può collocarsi anche nella gamma di frequenze a 5GHz, il protocollo 802.11ac opera soltanto sulla gamma a 5GHz, caratterizzata da meno rumore e interferenze delle tecnologie concorrenti, spiega D-Link Corporation, una delle aziende facenti parte della Wi-Fi Alliance. Ogni dispositivo Wi-Fi invia o riceve segnali attraverso una porzione dello spettro radio, il cui uso è strettamente disciplinato da accordi internazionali, aggiunge Netgear Inc., altra società membro della Wi-Fi Alliance. E un problema legato alle reti Wi-Fi 802.11n consiste nel fatto che la banda a 2,4GHz è congestionata da molti altri dispositivi, dagli auricolari Bluetooth ai forni a microonde, prosegue Netgear. Poiché sono molteplici i dispositivi che sfruttano la medesima ampiezza di banda, di per sé già limitata, la connessione a Internet rallenta per tutti, come in autostrada il traffico rallenta quando ci sono troppe auto in circolazione. Dal momento che il protocollo 802.11ac opera soltanto sulla banda meno congestionata a 5GHz, e dunque in un contesto di minore competizione per le onde radio emesse da altri dispositivi, le velocità di trasmissione aumentano in maniera consistente. Nello specifico, il protocollo 802.11 assicura velocità wireless superiori a 1Gbps (Gigabit per secondo), per un risultato migliore di quasi tre volte rispetto a quello offerto dal protocollo 802.11n, evidenzia Netgear.
In conclusione, distribuire una connessione ADSL attraverso un modem/router con supporto per il protocollo 802.11ac significa poter beneficiare di una velocità di trasmissione fino a tre volte superiore e di maggiore affidabilità, e dunque, per esempio, fruire della migliore esperienza utente possibile durante lavisualizzazione di contenuti multimediali in streaming.(cit. http://www.wired.it/internet/regole/2014/05/16/che-cose-il-wi-fi-ac/)

martedì 13 maggio 2014

La letteratura social di Facebook - di Gianni Vittorio

Sicuramente uno dei dati più recenti dei social media è che i giovanissimi si stanno allontanando da facebook, mentre la fascia di età che frequenta la piattaforma si fa sempre più adulta.
E se sono ancora diffusi sia gli utenti che scrivono articoli di interesse sociale, sia utenti che riportano la cronaca della propria esistenza, si va sviluppando l'autonarrazione o ''autofiction finzionale''.
Si tratta di storie narrate per mezzo di ''status'', che prevedono l'accettazione di chi legge che l'utente narrante sia il vero personaggio che impersona. Si tratta di una nuova frontiera della narrazione che potrebbe portare ad uno modo di narrare e scrivere, che potrebbe dar luogo alla cosiddetta letteratura social.
La caratteristica più interessante è che il confine tra utente e personaggio si assottiglia così da identificarsi.
Un esempio di status da citare è lo ''Sgargabonzi'', profilo creato da Alessandro Gori, a base di humor nero e ironia, che sta spopolando sul web. E' cominciata la nuova era della letteratura digitale.







Il diritto all'oblio su Google stabilito dall'UE.

http://www.appy-geek.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&articleid=22990536

A settembre arriva Taobuk: il Festival Internazionale del Libro di Taormina

Giunto alla quarta edizione, Taobuk – Festival Internazionale del Libro – torna nella splendida Taormina dal 20 al 26 Settembre 2014.
Immerso in uno scenario spettacolare che pullula di storia e di arte, Taobuk intende coniugare “le belle lettere” con la straordinaria bellezza di cui gode Taormina. Immersi tra il Mar Ionio e l’Etna è possibile trascorrere qualche giorno in compagnia di scrittori, giornalisti e artisti di vario genere, ascoltare le loro opere e godere di panorami unici al mondo, di paesaggi che riescono ad arricchire ogni visitatore, donando lui sempre qualcosa da raccontare. Il visitatore che si reca a Taormina riesce ad essere incantato, percependo la storia millenaria che la renda unica.
E attraverso Taobuk, Festival internazionale del libro tra i più importanti d’Italia e del Mediaterraneo, Taormina acquisisce un valore aggiunto, restituendo ad essa quel primato di capitale della letteratura, musa ispiratrice e meta prediletta di grandi scrittori, da Tennesse Williams a Truman Capote. Promotori del progetto furono nel 2011 Antonella Ferrara, presidente del festival, e il giornalista e scrittore Franco Di Mare, che ne presiede il comitato scientifico. La quarta edizione vedrà come autori, tra gli altri: Daria Bignardi, Nicola Severigni, Nicola Gratteri, e autori internazionali come Xue Xinran, questi sono solo alcuni dei nomi che saranno presenti.
L’edizione 2014 guarderà alla letteratura di lingua spagnola e portoghese. In particolare importante sarà l’omaggio al Nobel Gabriel García Márquez e alla poetica del “realismo magico” protagonista del suo stile e delle sue opere. Sarà, inoltre, possibile passeggiare in compagnia degli autori tra le strade di Taormina, alla scoperta dei luoghi letterari simbolo della città, con la guida di Alfio Bonaccorso.
Per visionare l’intero programma, insieme a molte altre informazioni specifiche, potrete visitare il sito ufficiale Taobuk.

sabato 10 maggio 2014

Elementare, Watson: il supercomputer che ragiona come un uomo

“In futuro i computer intelligenti non saranno nemici degli esseri umani, ma li aiuteranno a ragionare su un tema e a prendere insieme decisioni migliori”. Così John Kelly III, vicepresidente e direttore della ricerca IBM, ha illustrato l’ultima meraviglia di Watson , il supercomputer nato nel 2011, con cui l’azienda americana sta sperimentando varie applicazioni dell’intelligenza artificiale che tenta di replicare quella umana. L’ultima appunto è la capacità di digerire (in un tempo molto più breve rispetto a una persona) un’enorme mole di dati su un certo argomento e restituire in tempo reale e con linguaggio naturale un’analisi dei pro e contro in risposta a una domanda posta dall’uomo.  

martedì 6 maggio 2014

Nasce l'associazione Fahrenheit 451, sponsor ufficiale di Mebook

Fahrenheit451 è una associazione socio-culturale senza fini di lucro, nata l’11 Aprile 2014 per volontà di un gruppo di giovani amici amanti dell’arte, desiderosi di diffondere la cultura nelle sue varie forme. Allo scopo di ottenere concreti risultati, l’associazione ritiene di fondamentale importanza la promozione di sempre maggiori opportunità di aggregazione e confronto, e considera determinante e molto proficua la collaborazione con enti pubblici o privati, con organismi, movimenti o associazioni che perseguono fini analoghi. Per questo le nostre attività spaziano da tavoli di discussione a convegni, dal volontariato al web, da eventi culturali a momenti di divertimento e di beneficenza.




venerdì 2 maggio 2014

Nasce il social anonimo: Secret

Il principio su cui si basa Facebook è quello di mettere sul  web le proprie idee, rendere pubblico ciò che è privato. Ed è anche il motivo del grande successo planetario che sta avendo.
E se esistesse un social media del tutto anonimo,senza profilo degli utenti, in cui postare tutto, foto, confessioni, segreti?
In realtà esiste già: si chiama ''Secret'' ed è sulla rete da circa 3 mesi. Nato in America, si sta espandendo in Nuova Zelanda e Australia.Si tratta in particolare di una App, funzionante con sistemi Android e Ios, che permette di inviare e ricevere contenuti anonimi alla nostra lista contatti.Fondata da C. Wechseler e D. Byttow come chat di messaggistica, si sta sviluppando in qualcosa di più grande,molto simile ad un social network, ma caratterizzata dall'anonimato, dimensione che F.B. ha sempre contrastato.
E questo determina un rischio potenziale evidente, poichè uno strumento di questo tipo potrebbe produrre contenuti molto estremi, come ad es. la violazione della privacy, trasmissione di informazioni infondate o notizie di carattere estremista, fino ad essere un canale con il quale far veicolare i dati da parte degli hacker.
Come sempre accade con i social il buono e cattivo uso dipendono da chi li frequenta.

domenica 27 aprile 2014

Cyber-spionaggio triplicato nel 2013. Pericolo della criminalità online

Aziende e governi rischiano di perdere la battaglia contro il cyber-crimine e nel 2013 gli episodi di cyberspionaggio sono triplicati rispetto all’anno precedente. A rivelarlo è un’analisi accurata di oltre 63mila incidenti che hanno compromesso la sicurezza dei sistemi informatici in aziende di tutto il mondo nel corso dell’anno passato. La fonte è il Data Breach Investigations Report, un corposo studio realizzato da Verizon con il contributo di 50 tra aziende e organizzazioni impegnate nell’ambito della sicurezza informatica.(cit.http://www.ilfattoquotidiano.it/tecno/)

sabato 26 aprile 2014

L'editoria in crisi: il caso minimum fax.

Lo si dice da anni e ormai è anche quasi un dato assodato, quasi noioso da ripetere: l’editoria è in crisi. Per un milione di motivi, ciascuno dei quali (crisi economica generale, contrazione dei consumi anche di base,  flessione dei lettori, rivalità degli ebook ecc.) presi singolarmente non sono una minaccia di per sé ma combinati diventano un mix potenzialmente letale. Se si aggiunge che in Italia, per ragioni storico-politico-economiche, si è venuto a formare un mercato librario in cui dominano i grandi gruppi aggregatori di più marchi mentre le case editrici indipendenti sopravvivono a fatica, la situazione si fa ancora più drammatica e alcuni editori affrontano la chiusura come un’ipotesi non così solamente ventilata.(cit. http://www.wired.it/play/libri/2014/04/23/minimum-fax-chiude-charta-liquidazione/)

Esce nelle sale Trascendence

Uno dei film più interessanti del genere fantascienza che stanno proiettando nelle sale è Trascendence, di Wally Pfister, direttore della fotografia dei film di Christopher Nolan.
Il dr Caster è uno dei più brillanti studiosi nel settore dell'intelligenza artificiale, il quale sta lavorando sul progetto Pinn, un sistema avanzato basato sull'autocoscienza.
Ma quando un attentato da parte dei terroristi che mirano a bloccare lo sviluppo del progetto lo porta in fin di vita, la moglie, studiosa anche lei, sottopone la mente del marito al medesimo procedimento caricando Pinn nel cervello umano dello scienziato.
L'esperimento avrà successo e porterà la mente di Caster ad avere accesso illimitato ad internet, cominciando a pianificare la propria esistenza ed il proprio potenziamento.
Ma la frangia rivoluzionaria si opporrà cercando di bloccare i piani del dottore.
Il termine trascendenza sta per ''singolarità'',  cioè quella teoria futurologica secondo cui  l'evoluzione dell'intelligenza umana, supportata da quella artificiale supererà la nostra comprensione di essa fino ad arrivare ad un livello superiore.
Si tratta di un film molto suggestivo, che mescola sapientemente tradizione ed innovazione. Tradizionale è la contrapposizione della tecnologia con l'umanità (il rapporto uomo-macchina), mentre è innovativo il modo in cui la storia viene sviluppata. Infatti non vengono messi gli uomini in contrasto con il mondo artificiale, ma il regista fa una scelta diversa, creando un artificiale molto umano, mentre è la razza umana a dividersi in fazioni in contrasto tra di loro. Inoltre Pfister è chiaramente dalla parte della tecnologia, e lo si capisce dal tipo di recitazione, con un gelido Johnny Depp, mentre dà colore quasi umano alle macchine.
Il presupposto con il quale inizia il film, cioè un mondo ormai privo di tecnologia, potrebbe essere concepito dal regista come il rischio a cui l'uomo potrebbe incorrere, a causa delle fobie che l'uomo stesso produce.

venerdì 25 aprile 2014

Facebook lancia Newswire

Facebook aggiunge un nuovo servizio nel mondo delle notizie in tempo reale, Newswire, basato su foto, storie e video pubblicati dai membri del social network.
Newswire è un servizio per i giornalisti e Andy Mitchel, direttore della divisione news di Facebook, ha dichiarato che l’obiettivo dell’azienda di Zuckerberg sia proprio farlo diventare un importante strumento per i giornalisti. Il progetto sarà sviluppato insieme a Storyful, un gruppo con sede a Dublino che si occupa di verificare le notizie condivise sui social network( cit. http://www.wired.it/internet/social-network/2014/04/24/facebook-lancia-newswire/)newswire

giovedì 17 aprile 2014

mercoledì 16 aprile 2014

Facebook: gli insulti sul web sono reato.


Gli insulti su Facebook, anche se indirizzati a una persona di cui non viene fatto il nome e letti da una cerchia ristretta di iscritti, possono portare a una condanna per diffamazione.
Lo ha sottolineato la Cassazione che ha rinviato a nuovo processo l'assoluzione di un maresciallo capo della guardia di finanza che aveva pubblicato nei suoi dati personali su Facebook la frase: «Attualmente defenestrato a causa dell'arrivo di collega sommamente raccomandato e leccaculo», aggiungendo un'espressione volgare riferita alla moglie di quest'ultimo.
Ma la sentenza della Cassazione sembra quanto meno discutibile, in quanto l'identificazione del destinatario degli insulti non è certa, quindi è come se si punisse l'offesa in quanto tale.
Ma sicuramente è un precedente importante.
Per la frase incriminata, che aveva offeso la reputazione del maresciallo designato al posto suo al comando della compagnia, l'imputato era stato condannato dal tribunale militare di Roma a tre mesi di reclusione militare per diffamazione pluriaggravata. In Appello era stato assolto per insussistenza del fatto, poiché l'identificazione della persona offesa risultava (aveva spiegato la Corte militare d'Appello di Roma) possibile soltanto da parte di una ristretta cerchia di soggetti rispetto alla generalità degli utenti del social network, non avendo l'imputato indicato il nome del suo successore, la funzione di comando in cui era stato sostituito, o dato alcun riferimento cronologico.
Nel ricorso contro l'assoluzione, il procuratore generale militare ha evidenziato come, al contrario, la pubblicazione su Facebook abbia determinato la conoscenza delle frasi offensive da parte di più «soggetti indeterminati iscritti al social network e che chiunque, collega o conoscente dell'imputato, avrebbe potuto individuare la persona offesa». La prima sezione penale della Cassazione (sentenza 16712) ha riconosciuto come la frase fosse «ampiamente accessibile, essendo indicata sul cosiddetto profilo» e l'identificazione della persona offesa favorita dall'avverbio «attualmente» riferita alla funzione di comando rivestita.
Inoltre  «il reato di diffamazione non richiede il dolo specifico» ma la «consapevolezza di pronunciare una frase lesiva dell'altrui reputazione e la volontà che la frase venga a conoscenza anche soltanto di due persone». 

È nata ufficialmente l'Associazione Culturale Fahrenheit 451. Supporter di Mebook.it

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martedì 15 aprile 2014

Un Pulitzer a Snowden e al giornalismo

Il premio Pulitzer assegnato ieri al Guardian e al Washington Posper il loro lavoro sulle rivelazioni del whistleblower Edward Snowden ha un significato particolare. Ci sono storie giornalistiche indiscutibili, altre discusse e altre che fanno fatica a trovare la loro strada per fare breccia nell’opinione pubblica. Lo scandalo Nsa, sin dal suo inizio, è stata uno di queste ultime ed è vissuto nel paradosso di essere con ogni probabilità la più grande storia giornalistica del decennio (se non oltre) per la sua portata, ma di non essere stata percepita come tale dal grande pubblico. Delle rivelazioni di Snowden si è scritto di tutto e, da molte parti, si è cercato di minimizzarle o di relegarle a “cose di Internet”, come se la sorveglianza della Nsa non avesse a che fare con potenzialmente chiunque utilizzi la rete a qualsiasi livello. In diversi contesti, di cui questo paese non fa eccezione, se n’è inoltre scritto molto poco e, fatte salve alcune pregevoli eccezioni,non con la dovuta attenzione. Questo premio Pulitzer, il più prestigioso riconoscimento giornalistico al mondo, dice molte cose in questo senso. E ne sottolinea molte per quanto riguarda il giornalismo di per sé. Negli ultimi anni, dopo la scintilla fatta scoppiare da WikiLeaks, il giornalismo investigativo è tornato al centro dell’agenda dell’informazione con una forza rinnovata e una portata potenzialmente davvero globale. Per certi versi, l’”affaire Snowden”, è stato il punto estremo di questo processo. È giusto sottolineare come, rispetto agli anni ’70 del Watergate e dei Pentagon Papers, i giornali abbiano forse perso una fetta del loro potere di agenda setting sulla politica, ma le rivelazioni pubblicate dal Guardian, dal Washington Post e dalle altre testate successivamente coinvolte nei leak, hanno certamente riportato d’attualità un certo tipo di giornalismo. Un giornalismo che stamattina si sveglia festeggiando un premio Pulitzer. L’aspetto più importante del premio è quel riconoscimento di “valore pubblico” assegnato alle pubblicazioni sul Datagate. Commentando il premio, proprio Snowden ha dichiarato alGuardian come questo Pulitzer sia una “rivalsa per chiunque creda che il pubblico abbia un ruolo nel governo. Lo dobbiamo a tutti  i reporter coraggiosi e ai loro colleghi che hanno continuato a lavorare nonostante tutte le intimidazioni straordinarie [...] per bloccare quello che oggi il mondo riconosce come un lavoro di vitale valore pubblico”. Il significato più profondo di questo Pulitzer si gioca infatti proprio qui: nel confermare una volta ancora, come se ce ne fosse bisogno, l’urgenza e il valore di quelle rivelazioni che non sono solo materiale da dibattito per gli addetti ai lavori, ma al contrario, argomenti su cui costruire tutto il nostro rapporto con la rete e i diritti digitali da qui in avanti. Nella notte italiana di ieri, Kevin Gosztola – uno dei giornalisti americani più attivi su questo fronte – ha sottolineato su Twitter come questo Pulitzer non sia solo per i giornali – ma soprattutto dei singoli giornalisti  – che hanno pubblicato le rivelazioni, ma sia anche per la loro fonte stessa, Edward Snowden. Se quel giornalismo che oggi viene premiato è di “servizio pubblico”, allora anche della fonte che ha portato agli scoop deve essere riconosciuta la medesima prerogativa. Questa è il giorno migliore per ribadirlo una volta di più: Edward Snowden è un whistleblower, è una fonte, al pari di Daniel Ellsberg, icona della libertà di stampa e del Primo EmChelsea Manning, condannata invece a 35 anni di carcere per i leak pubblicati da WikiLeaks, e che proprio ieri si è vista negare la clemenza dall’Esercito Usa. 

Sulla scia del Datagate, il giornalismo è stato preso di mira come poche altre volte. Le autorità britanniche hanno costretto la redazione del Guardian a una grottesca distruzione di hard disk nei loro uffici, nella speranza di bloccare nuove pubblicazioni dei file di Snowden.  Snowden, come tutti gli altri whistleblower vittime del medesimo trattamento, è stato accusato dall’amministrazione Obama di spionaggio, in un attacco contro le fonti giornalistiche manu Espionage Act che non ha precedenti nella storia degli Stati Uniti. Sulla scia del Datagate il giornalismo si è visto domandare se fosse patriottico e proprio il direttore del Guardian Alan Rusbridger si è visto chiedere in tribunale se alla luce delle pubblicazioni dei leak sulla Nsa amasse il suo paese e sulla scia del Datagate il giornalismo è stato accostato al terrorismo. Questo Pulitzer è una risposta a tutto questo. Questo Pulitzer è un premio al giornalismo.
endamento. Una fonte come

Il cinema dei fratelli Coen attraverso la rilettura del ''Grande Lebowski''

Il passo successivo nella carriera dei due "ragazzi" di Minneapolis segna il raggiungimento dell'apice creativo su un percorso stilistico e poetico che ha pochi eguali nel cinema contemporaneo quanto a coerenza. Il grande Lebowski assurge in poco tempo a film di culto assoluto, grazie soprattutto a una carrellata di personaggi indimenticabili, di dialoghi fulminanti, di trovate sensazionali. La pellicola esce in un clima di semi-indifferenza, snobbata dal grande pubblico e inizialmente considerata "opera minore" nella filmografia coeniana. Una sorta di vacanza, dicono alcuni. In Italia esce nei cinema addirittura a stagione quasi terminata. 
È successivamente, però, che con il passaparola generale e la rivalutazione da parte di una certa critica più attenta alle reali intenzioni degli autori, che il film che racconta le vicissitudini incredibili del Drugo e dei suoi amici viene nuovamente rivisitato e salutato, con un minimo ritardo, come la pellicola che in realtà è: una commedia miliare, un compendio totale del cinema dei Coen, un capolavoro del cinema americano targato anni 90. 
La disillusione e lo sguardo sornione dei due cineasti sulle vicende del loro Paese si trasforma nell'opposta possibile realizzazione rispetto al loro capolavoro precedente. Dalla tragedia glaciale macchiata di sangue si passa alla farsa, al tocco demenziale di una "non avventura", dove pare succedere di tutto, ma in realtà non accade niente. Il tutto per prendere le parti, ancora una volta, di chi pare abbia capito tutto della modernità: il Drugo non sta né dalla parte dei rivoluzionari, di quelli che volevano cambiare il mondo e invece hanno perso (glielo urla anche il suo omonimo Lebowski in un mirabile scambio di battute), né tantomeno si schiera con i finti filantropi, i miliardari da quattro soldi di un'America che si cura delle apparenza per sfuggire all'ipocrisia.
Così, mentre gli Stati Uniti vivono in televisione la loro più grande tragedia moderna, quella guerra del Golfo di cui non si capisce bene l'esito o l'andamento, il protagonista di questa storia che distrugge il concetto di noir, ammantandolo di tic comici, si muove in vestaglia e bermuda, tra uno spinello e una partita a bowling, dispensando pillole di calma saggezza mentre gli abitanti di un mondo furente, intorno a lui, cercano un posto al sole per giustificare la propria esistenza. 
E come al solito nella filmografia dei due registi, Il grande Lebowski non è solo una straordinaria commedia, ma è anche un nuovo limpido esempio di scr
ittura cinematografica, dove ogni battuta, ogni dialogo e ogni inquadratura assumono un profondo significato. Ma i Coen sono così: non hanno bisogno di ostentare la loro intelligenza, non hanno bisogno di inscenare un dramma sul crollo di alcuni miti generazionali. Trovano più divertente raccontare le medesime tematiche con l'ironia di chi non sente minimamente la necessità di essere preso sul serio.

Samsung S5: Già trovato il trucco per aggirare il lettore di impronte digitali

http://www.tuttoandroid.net/news/samsung-galaxy-s5-lettore-impronte-digitali-aggirato-video-187200/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

domenica 13 aprile 2014

Lo smartphone in 3D

Un altro colosso ci porta una nuova creatura tecnologica: lo smartphone in 3D. Proprio come nel film di Spielberg Minority Report  verrà usata una interfaccia ad ologrammi al posto del touchscreen, qualcosa di veramente rivoluzionario. In altri termini basterà toccare le immagini proiettate in aria per  dare i comandi al dispositivo elettronico.
Fantascienza, forse, ma se fosse così Jeff Bezos potrebbe avere in mano proprio quello che serve in un mercato che cresce ancora in numero e valore, senza però fare registrare vere novità tecnologiche degne di nota. Tanto che i primi smartphone lanciati nel 2014, i modelli top di Sony, Samsung e Htc sono sostanzialmente versioni rivedute e corrette dei modelli dello scorso anno, che già non erano passati alla storia dei gadget per le innovazioni introdotte. L’interfaccia 3D invece potrebbe essere davvero il balzo in avanti più importante dopo la diffusione del touchscreen: qualche anno fa ci aveva provato lG, ma i risultati non furono convincenti, ora pare che anche Google ci stia pensando, e Apple ha già registrato brevetti simili. E la sfida con l'azienda di Cupertino continua, dopo l'annuncio di Fire TV.
Col lancio dello smartphone, Amazon entrerebbe in mercato affollato e molto competitivo, dominato da Apple e Samsung , lasciando agli altri produttori  guadagni irrisori. Ma Bezos avrebbe un’altra freccia al suo arco: la pubblicità. Potrebbe infatti raccogliere i dati dell’utente, e grazie al servizio Prime potrebbe arrivare a casa nel giro di qualche ora. Magari con un drone.  

blogitalia

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sabato 12 aprile 2014

Oggi esce il nuovo Samsung S5

http://tech.fanpage.it/samsung-galaxy-s5-oculatezza-nella-scelta/

Google play edicola parla italiano

http://mobile.fanpage.it/google-play-edicola-parla-italiano-50-tra-testate-riviste-e-blog-italiani-arrivano-su-android/

Twitter cambia la timeline

Twitter ha aggiornato l'aspetto delle pagine personali con un nuovo design.
Design più complesso ed elaborato che sembra orientare il servizio di microblogging/social verso una fruizione più simile a quella di Facebook.
Da Twitter, sul blog, fanno sapere di aver scelto questo restyling per rendere più "semplice e divertente esprimersi".
La nuova pagina del profilo ha cominciato propagato sui pagine degli utenti oggi e verrà via via estesa a tutti nel giro di qualche giorno; i nuovi utenti di Twitter l'avranno invece immediatamente.
(cit. http://mytech.panorama.it/social/twitter-nuova-timeline)

Yatta! il paradiso dei maker è a Milano

Il paradiso dei giovani maker, nel cuore di Milano. Così si presenta lo spazio Yatta!, un laboratorio di 350 metri quadrati inaugurato in questi giorni nel capoluogo lombardo dall’associazione non profitCodice&Bulloni.(cit.http://www.wired.it/economia/lavoro/2014/04/10/spazio-yatta-maker/)

L'evoluzione della tecnologia nella vita quotidiana

Siamo talmente invasi dalla tecnologia che la stessa ci guiderà. Il nostro futuro sarà segnato dall' ''Internet of things'', ovvero da dispositivi che collegati ad app specifiche ci guideranno o ci renderanno la vita più semplice. Un esempio di elettrodomestico del futuro arriva da Berg, una startup inglese che ha appena lanciato sul mercato la sua lavatrice CloudWash., ma anche il settore della domotica si sta innovando:
  • le nostre case saranno sempre più intelligenti, ci aiuteranno a gestire al meglio energia, acqua e elettrodomestici. I dati devono essere raccolti da un grande numero di  fonti distribuite e mandati in un’unica location  centrale dove devono essere elaborati per ottenere nuove informazioni aggregate. La sfida Big Data ormai è lanciata.

giovedì 10 aprile 2014

Nuovo conflitto sicurezza - privacy dopo la sentenza della Corte UE

Una nuova pronuncia della Corte di Giustizia Europea boccia la direttiva europea del 2005, con la quale si permise la conservazione dei dati telefonici fino al termine massimo di 24 mesi.
Secondo i giudici europei la bocciatura deriva dal fatto che la conservazione dei dati rappresenterebbe una violazione della privacy perchè vengono violati due principi: il rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali. Il ragionamento parte da una assunto fondamentale: la sicurezza non può essere considerata un ''super - diritto''. Ora i 26 stati, che nel frattempo si erano adeguati alla normativa europea(tranne Germania e Belgio) devono rivedere le proprie posizioni modificando probabilmente le loro leggi interne, anche se per il momento, dice la Corte, queste rimangono valide, ma il rischio di esporsi a ricorsi da parte dei cittadini diventa maggiore.
Giovanni Vittorio


mercoledì 9 aprile 2014

Con la nuova versione Twitter sembra più simile a Facebook

Twitter, nuovo look. Così simile a Facebook... http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/04/08/foto/twitter_nuovo_look_cos_simile_a_facebook_-83071702/1/?ref=fbpt

La firma digitale sull' IPad

http://www.appy-geek.com/Web/ArticleWeb.aspx?regionid=6&articleid=21431028

martedì 8 aprile 2014

Arrivano le chiamate vocali su FB

Facebook brucia WhatsApp e rilancia le “sue” chiamate. Arriva l’aggiornamento dell’applicazione Facebook Messenger rilasciato dal popolare social network. Nonostante fosse già possibile telefonare gratuitamente anche dal proprio cellulare agli amici su Facebook, la funzione è stata semplificata e resa ancor più accessibile. Anziché scrivere un messaggio, basterà aprire la chat per vedere apparire in alto a destra la cornetta e telefonare in VoIP ad un “amico”, sfruttando la linea 3/4G oppure la connessione wi-fi. (cit. http://seigradi.corriere.it/2014/04/05/facebook-spiazza-tutti-con-le-chiamate-vocali-e-brucia-whatsapp/)

Spiati i profili di due milioni di persone dagli 007 inglesi

La notizia è uscita fuori come una bomba. Secondo il Guardian lo spionaggio inglese è entrato nei profili degli utenti Yahoo, visionando e registrando le chat  e le loro conversazioni, salvando le immagini ogni 5 minuti.
Inoltre hanno attivato un sistema di riconoscimento facciale per individuare alcuni ricercati noti alle forze dell'ordine.
L'operazione, nota col nome di Optic Nerve sarebbe non solo di facciata un'operazione di routine dei servizi segreti. Molto probabilmente si nasconde dietro un test che potrebbe avere conseguenze più inquietanti.
Fonti accreditate ritengono che il prossimo obiettivo possa essere la console xbox e le relative videocamere. Siamo arrivato ormai ad un nuovo livello di violazione della privacy.
ll grande fratello ci guarda.

lunedì 7 aprile 2014

Il boom dei network anonimi

Avete un segreto di cui volete a tutti i costi liberarvi? Qualcosa che avete intenzione di dire da tempo ma non ne avete il coraggio? Bene, c'è un'app anche per questo. Si chiama Secret, è disponibile sull'App store (solo in Usa, per ora) e in poco tempo ha riscosso tanto successo da arrivare, qualche settimana fa, seconda nella categoria social network dello store di Apple e, si dice, pronta a ricevere finanziamenti milionari da venture capitalist.(cit. http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/02/18/news/secret_social_app_il_potere_dellanonimato-78956434/?ref=search)